Nuova Recensione dal Nostro Book Club "I Libri di Alice" per Akizakura, il Libro di Natascia Luchetti. Questa storia celebra il ragazzo che abita nei raggi della luna

Akizakura di Natascia Luchetti. Nuova Recensione dal Nostro Book Club

Nuova Recensione dal Nostro Book Club "I Libri di Alice" per Akizakura, il Libro di Natascia Luchetti. Questa storia celebra il ragazzo che abita nei raggi della luna
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Autore: I Libri di Alice

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Recap

Akizakura di Natascia Luchetti. La Recensione. Questa storia celebra il ragazzo che abita nei raggi della luna e che danza tra le stelle, il sensuale gatto nero, il timido poeta che racconta la fragilità senza filtri.

Natascia Luchetti è nata a Osimo nelle Marche, in provincia della splendida Ancona. Da anni collabora come traduttrice editoriale dall’inglese e lavora a tempo pieno nel settore della grafica e del marketing per l’editoria.

Riservata nell’animo ma estroversa nella mente, nutre una profonda passione per la Storia, in particolare quella medievale e moderna, che l’affascina fin dai tempi del liceo. Con “Richelieu – La storia dell’uomo che cambiò la Francia” ha intrapreso il suo primo viaggio nel romanzo storico, seguito dal secondo volume “Richelieu – La storia dell’uomo che governò la Francia”, dando vita a una dilogia intensa e documentata dedicata a una delle figure più complesse e controverse della storia francese.
Con Delrai edizioni pubblica Akisakura nel luglio 2026.

“Akizakura” è la storia romantica tra Akitsumi e Livia. Lui è una giovane pop star giapponese, lei una ex musicista folk che si è ritrovata a fare l’autista di lusso.

Akizakura: la Trama

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Il loro incontro avviene per caso ad Ancona durante il periodo in cui Akitsumi è in viaggio per un evento musicale. Livia non è assegnata a lui e alla sua crew, ma un assalto dei fan alla macchina di suo padre con lui dentro fa sì che i due si conoscano.


Lui è bello e irraggiungibile, molto famoso anche in Italia, mentre lei lavora per la ditta di suo papà dopo un evento che le ha sconvolto la vita. Ulisse è il suo migliore amico e insieme a lui da sempre sono appassionati del Giappone, anime, manga, j-rock e cultura in generale. Quando Akitsumi contatta Livia per un’emergenza lei corre da lui.


La mamma di Akistumi è malata da tempo e quando muore lui decide di abbandonare il tour europeo e tornare a casa, ma nessuno dei suoi amici è d’accordo quindi decide di chiedere il sostegno di Livia. Lei accetta e inizia da qui un viaggio nel profondo animo di Akistumi e del Giappone. Una scoperta non sono di usi e costumi, ma anche di luoghi e di tradizioni che non sono così conosciute in occidente.

Il Giappone


“…Lui si fece più serio, senza perdere quella calma di fondo che lo caratterizzava. «Non è una questione di anni reali.» Fece una breve pausa e il tono divenne grave. «È quello che si accumula. Alcune cose pesano più di altre.» Quindi si appoggiò allo schienale dietro di sé. «La differenza è che il peso dell’anima si può alleggerire.»…”


Il romanzo di “Akizakura” mi è stato mandato dalla casa editrice Delrai e devo dire che è un genere molto lontano dalla mia zona di comfort. Mi ha da subito incuriosito il tema Giappone. Sono un’estimatrice anche se non conosco molto ,anzi quasi nulla, ma mi piace molto la cultura orientale in genere quindi mi sono buttata.


Fin dal principio ho fatto un pochino fatica devo ammetterlo. Natascia è stata molto in gamba e molto precisa nei termini e nelle descrizioni, ma in prima battuta mi aspettavo una storia diversa e in secondo luogo ho trovato un pochino troppo specifiche certe descrizioni. “Akizakura” viene definito narrativa sentimentale e annuncia una durata di 448 pagine.


Ho subito strabuzzato gli occhi…non sapevo se sarei riuscita a leggerlo tutto, ma ho scoperto in realtà che la sua reale lunghezza è un’altra e cioè 375. Quindi il resto? Il resto sono note di approfondimento ai molti termini giapponesi. La maggior parte non sono neanche nei dialoghi, ma sono nel definire luoghi, usi, oggetti, cibo e modi di dire.

Di per sé va benissimo, ma ho trovato fosse distraente dalla storia. Dover leggere una lunga descrizione sul tempio che Livia e Akistumi visitano mi è sembrato danneggiasse la continuità del pathos.


“…«I giapponesi non amano molto abbracciarsi in pubblico.» «Non è un mio problema» ribatté lei. «Sono italiana.» Lui si sistemò meglio contro di lei, lasciandosi andare del tutto sotto le carezze che Livia aveva iniziato a passargli fra i capelli. Dopo un po’, ruppe il silenzio. «Che succederebbe se mi abituassi a questa sensazione e continuassi a cercarla?» Livia non smise di accarezzarlo. «Niente di grave. Gli abbracci sono gratuiti.»…”

Una Storia d’Amore Non Molto Coinvolgente


Inoltre essendo narrativa sentimentale mi aspettavo una storia d’amore coinvolgente e invece ci troviamo davanti a una donna più grande che accompagna una giovane star attraverso i luoghi della sua infanzia per ricordare la madre appena morta.

Ho apprezzato, badate bene, le nozioni sui modi e le tradizioni funebri del giappone, ma non ho ben capito il collegamento con la storia d’amore. Il fatto che i due si avvicinino non tanto per passione reciproca quanto per sentimento profondo lo apprezzo, ma visto la descrizione della fisicità di Livia mi è sembrato un pochino svilente.


Akistumi non si innamora di lei quando la vede, si innamora di lei con il tempo e nel momento in cui è più vulnerabile. Lui “Akizakura” pop star internazionale ambito e apprezzato da tutti non solo per la sua voce ma per il suo fascino senza età. Non saprei…mi ha messo un pochino a disagio.

Mi sono immedesimata in Livia ,per via della somiglianza fisica immagino, e mi sono messa nei suoi panni…non so se avrei creduto al suo sentimento. Livia è affascinata fin da subito da Akistumi mentre lui ci mette tempo e soprattutto la usa come un’ancora di salvezza da se stesso, dal suo lutto, dal bere, dalla sua fama che non apprezza in modo particolare.

Di Livia scopriamo la vera storia solo verso la fine e anche lì lei rimane comprimaria. Lei lascia tutto per seguire lui, lei lo aiuta senza nemmeno sapere cosa sia successo, accetta la “discriminazione” della famiglia di lui, lo asseconda nei suoi bisogni e solo allora lui si accorge di lei.


Non mi sembra molto equilibrato o femminista. Con questo non voglio demolire tutto il romanzo ci mancherebbe, probabilmente anzi sicuramente non essendo il mio genere non sono pratica e non capisco molte cose, ma da esterna e neofita ho apprezzato l’ambientazione, l’idea e il modo in cui è scritto, ma meno il tipo di relazione e le citazioni culturali eccessive.

Un’altra nota va alla presenza importante della musica. Le canzoni giapponesi invadono il testo, sia quelle cantate da Akistumi sia quelle di sottofondo o cantate al Karaoke. La stessa Livia ha sempre la musica in testa. Non a caso entrambi i protagonisti sono rapiti dalla musica e con essa riescono a esprimere le loro sensazioni nel migliore dei modi.


Ormai lo sapete io dico la mia, ma voi leggete e fatevi una vostra idea e se volete condividetela così che aiuti anche me a farmene di nuove. “…Akizakura si scrive 秋桜: autunno (aki) e ciliegio (sakura). Non è il sakura della primavera, quello che il Giappone attende con il fiato sospeso e celebra prima che cada. È un fiore più tardivo, più quieto, nato quando la luce comincia a ritirarsi e l’aria porta già il presentimento della fine. Un sakura d’autunno: bellezza fuori stagione, fragile ma ostinata, capace di fiorire quando tutto intorno sembra prepararsi a svanire…”

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