beabadoobee: com’è il nuovo album “Pylon”? Siamo come sempre partiti da questa domanda, che in tantissimi ci avete fatto, per analizzare un progetto discografico per nulla banale e che non smettiamo di ascoltare.
In alta rotazione ormai da un paio di settimane, questo disco segna una svolta artistica decisamente interessante, sia dal punto di vista sonoro e musicale che da quello prettamente legato ai temi trattati. Bea è cresciuta e, in un certo senso, prova a spiegarci come.
beabadoobee: Com’è il Nuovo Album?

Stiamo per scoprire tutto ma prima vi vogliamo ricordare che se vi piace questo nostro lavoro al servizio della Cultura Contemporanea, potete sostenerci con un piccolo contributo mensile di 5€ oppure con una qualsiasi altra Donazione che per noi, ora più che mai, è assolutamente vitale
La Redazione di questo Magazine, crede nell’Informazione Libera ed Indipendente. Siamo Tutt* Giornalisti senza Etichette, senza Padroni e senza Editori. La Libertà Non è Gratis. Non percepiamo alcun contributo pubblico per l’Editoria, proprio perché abbiamo scelto di essere liberi. Se ti piace questo contenuto, aiutaci con una Donazione Simbolica ma Fondamentale per permetterci di Raccontare ogni giorno la Cultura e la Società Contemporanea. *Magazine DG85.it Powered by DG Network un Progetto dell’Associazione Culturale “Le Eccellenze Dei Territori”
Basterebbe una frase per capire il concetto dietro a Pylon: “Crescere significa mandare di nuovo tutto a puttane”. Possiamo dire di essere sulla stessa lunghezza d’onda di beabadoobee che, tra delusioni e nuove consapevolezze, ci racconta la sua visione della vita: un po’ rassegnata, ma non per questo meno meritevole di essere vissuta appieno.
Quattordici tracce che abbiamo divorato una dietro l’altra, anche perché l’idea stessa dell’album nasce come un percorso lineare. È dunque impossibile saltarne delle parti: il disco va ascoltato nel suo complesso per essere compreso appieno.
Un Nuovo Sound, più Evoluto
Musicalmente parlando, beabadoobee è più matura che mai, chiara e consapevole, per un progetto che non presenta lacune ma una coerenza degna di un’attenzione ai particolari minuziosa e quasi maniacale. Quel bedroom pop al quale ci aveva abituati è ormai roba del passato, storia vecchia. La nuova Bea sceglie una strada più raffinata, intensa, anche sporca in alcuni passaggi, ma decisamente intrigante e accattivante.
Il rock degli anni ’90, quello che si mescola con il grunge, si sente ed è dominante in larga parte della produzione. Tuttavia, si lascia anche “alleggerire” da momenti acustici di rara bellezza, più delicati e intimi ma non per questo meno potenti. Questa affiliazione artistica a un certo emo del Midwest, con spiccate influenze alternative rock, pare essere la chiave giusta per valorizzare al meglio questo momento umano e artistico di Bea, sospesa in una fase di riflessione tra la gioventù e l’età adulta.
La Consapevolezza della Gen Z
Beatrice Kristi Ilejay Laus ha 26 anni e ha appena capito che i sogni e i desideri di quando sei ragazzo, alla fine, si scontrano con la drammatica realtà. La cosa migliore che possiamo fare è capirlo in fretta e adattarci a questi cambiamenti senza farci sopraffare. Lei sembra averlo compreso e prova a condividerlo anche con noi.
Come avrete capito, questo album ci è piaciuto parecchio, è entrato di diritto nella nostra TOP 10 ed è tra le cose che abbiamo maggiormente ascoltato e assaporato in questi giorni. Delle 14 tracce, singoli a parte, non ve n’è una capace di emergere nettamente sulle altre; questo perché il disco nasce come un progetto coeso nel suo insieme. Per apprezzarlo davvero, non potete fare altro che degustarlo un brano dopo l’altro.
Il Nostro Voto












