Miley Cyrus: com’è il Nuovo Album “Bass Persuades”? In tantissimi ci avete fatto questa domanda, anche perché il nuovo progetto di una delle artiste più iconiche della nostra contemporaneità è entrato direttamente alla Posizione n°1 della nostra classifica, sbaragliando la concorrenza.
L’abbiamo letteralmente divorato in questi ultimi giorni e finalmente possiamo dire la nostra; è arrivato il momento di condividere con voi un’opinione che, come sempre, è frutto sia del nostro parere tecnico sia delle sensazioni emerse dal confronto con la nostra community.
Miley Cyrus: Com’è il Nuovo Album?

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Musicalmente parlando, Miley Cyrus questa volta è riuscita di nuovo a stupire. Se la title track ci aveva fatto immaginare qualcosa di spudoratamente pop, il resto dell’album non va sempre in questa direzione. Ovviamente Miley è pop nell’anima, ma mostra anche tantissime altre sfaccettature che in questo progetto emergono in modo libero, quasi senza una logica rigida, come se volesse raccontarci più parti della sua personalità racchiuse in un unico pacchetto.
Si va da momenti di pura elettronica a chitarre che profumano di un certo rock del passato, fino a più di un passaggio synth-pop anni ’80, dannatamente efficace e capace di essere moderno e retrò allo stesso tempo. Ci piace la Miley più energica, quella che ci fa ballare e non ci lascia fermi sulla sedia, ma amiamo anche quella più riflessiva, che ci emoziona con ballad raffinate, delicate e impreziosite dalla sua voce sempre più calda e ruvida.
Ci avete chiesto com’è questo disco e la risposta è semplicemente che siamo ancora una volta di fronte a qualcosa di molto bello. Miley Cyrus è camaleontica, riesce a essere tutto e il contrario di tutto allo stesso tempo. Questo ci piace un casino ed è il motivo per cui la stiamo amando sempre più: è artisticamente matura e ogni suo nuovo progetto sembra fare un ulteriore passo in avanti.
Meno Pop di Quanto Pensassimo
Non siamo di fronte a un manifesto pop, o almeno non a quello che ci aspettavamo. Possiamo definire “Bass Persuades” come un mix di tante cose, tutte super attuali; un “minestrone” musicale di quelli sofisticati, fatti bene, curati alla perfezione da chi non si fa influenzare dalle mode, bensì le scrive.
Con una certa felicità, apprendiamo che la musica americana sta provando a dettare una nuova linea. Sentiamo spesso dire che ormai le canzoni e gli album sono materiali usa e getta, fatti solo per gli streaming o le piattaforme social, poi ci accorgiamo che le grandi star stanno facendo tutt’altro.
Questo disco, ad esempio, non è farcito di brani cuciti su misura per un TikTok o un Reel da scorrere velocemente. Tutti i pezzi hanno una loro storia e una loro dimensione: alcuni guardano a Madonna – che evidentemente influenza ancora le nuove generazioni – altri vanno ancora più indietro. Nel complesso, salvo rare eccezioni, è un progetto da prendere e godersi nel suo insieme.
Una Miley Mai Così Intima
Dal punto di vista narrativo, Miley si lascia andare a una serie di considerazioni molto intime. Si mostra molto vicina ai suoi affetti più cari e ne celebra l’importanza. È un disco profondamente personale e, senza dubbio, uno dei più autentici della sua carriera.
Dieci tracce non sono molte, considerando che l’ultima è il remix della title track, ma bastano per capire lo stato d’animo della nostra artista in questo momento. Miley si trova in una fase evolutiva, sta affrontando un percorso di crescita personale che si riflette chiaramente in una nuova e consapevole maturità artistica.
Il Nostro Voto

Noi abbiamo apprezzato il lavoro. Non possiamo dire di averlo ADORATO, ma di certo è una delle cose più interessanti ascoltate quest’anno.
Miley Cyrus sa il fatto suo: quando vuole può fare la differenza e segnare un solco profondo rispetto a buona parte della concorrenza.
Il numero ridotto di tracce potrebbe lasciar pensare a una seconda parte in arrivo nel prossimo futuro. Per il momento, però, non possiamo fare altro che goderci ciò che abbiamo, nella consapevolezza che quella Hannah Montana di vent’anni fa ormai è un lontanissimo passato che non tornerà mai più.











