RottAbabordo: la Nostra Intervista a una Band che non ha Paura di Dire e Cantare ciò che pensa. In un periodo storico in cui il Silenzio sembra aver contagiato una buona parte dello scenario discografico globale, c’è qualcuno che vuole far sentire la propria voce.
Parlare, anzi Cantare di Palestina, di Diritti, di Resistenza, oggi può essere qualcosa di meravigliosamente eversivo. E quando scopriamo Artisti che provano ad abbattere quel muro di omertà che ci circonda, non possiamo fare altro che dare loro la parola.
RottAbabordo: la Nostra Intervista

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Abbiamo deciso di ospitare nel nostro Programma TV “Interviews“ una band nata da relativamente poco, ma che ha già saputo far breccia nel nostro cuore. Sono i RottAbabordo: fareste bene a segnarvi il loro nome perché, ne siamo certi, faranno molta strada.
Il progetto nasce nel 2025 da un’idea di Federico Camiciottoli, cantante, chitarrista e principale autore del gruppo. Pochi mesi dopo la scrittura di quello che sarebbe diventato il primo singolo ufficiale, “Palestine”, si uniscono alla band Samuele Buono (chitarra), Gianmarco Bonnici (basso), Irene Barsacchi (seconda voce e cori) e Leonardo Corridori (batteria).
Insieme, i cinque completano e arrangiano i 9 brani che compongono “Strabicamente”, il primo full-length del gruppo, registrato e mixato presso lo studio Mamadorè di Marco Natali, a Monsummano Terme.
Il Loro Sound
La band propone un mix originale tra la tradizione cantautorale italiana impegnata e il rock anni ’90, con atmosfere che virano spesso verso il folk, il blues e il funky. Una miscela esplosiva che, unita a una scrittura audace e raffinata, dà vita a qualcosa di davvero speciale. Raramente sentirete qualcosa del genere in giro, di certo non sulle frequenze del mainstream, radiofoniche o digitali: per questo chiacchierare con loro è stato interessante e pieno di spunti.
Il loro ultimo singolo, “La Vita è una Giostra”, è una canzone per gli ultimi, per chi è stato travolto, ha lottato e non ha avuto seconde opportunità. Su una cornice folk-rock apparentemente leggera e spensierata, il brano racconta storie di fragilità e di una durezza, quella della vita, che spesso non lascia altre opzioni che “caricare il tamburo e mirare alla tempia”.
Ma non è soltanto un racconto: è anche un invito a guardare oltre le apparenze e ad ascoltare le storie di chi è rimasto ai margini. È il quarto estratto del primo album, “Strabicamente”, in arrivo il 6 novembre 2026, già anticipato dai singoli “Palestine”, “Ma tu, balla…” e “Miami Gaza Beach”.
Brani per Riflettere
Una piccola parentesi su questi tre brani, che meritano la vostra attenzione. Hanno tutti un comune denominatore: la volontà della band di farci aprire gli occhi, come una sorta di antidoto musicale a ciò che sta accadendo da troppo tempo sotto il nostro sguardo, troppo spesso indifferente.
“Palestine” è una poesia che, nell’immaginario, potrebbe ricordare la “Imagine” dei RottAbabordo. Può sembrare un parallelismo ardito, ma vi assicuriamo che non lo è.
“Miami Gaza Beach” è un pezzo decisamente più ironico, ma non per questo meno efficace: la questione di fondo è la stessa, affrontata però con un sarcasmo pungente che sfiora la genialità. Una dimostrazione dell’intelligenza di un gruppo che va oltre la Musica nel senso più basico del termine.
Il brano che, al momento, sembra rappresentare meglio la band, come da loro stessa ammissione, è invece “Ma tu, balla…”. Anche in questo caso ironia e sarcasmo sono all’ordine del giorno, perché di fronte a un mondo che crolla cos’altro si può fare se non ballare, ballare e ancora ballare?
La Nostra Intervista
Siamo molto curiosi di ascoltare il loro primo Album. Intanto vi consigliamo di dare un’occhiata alla nostra intervista: la trovate già in streaming su DG Network, la nostra piattaforma editoriale e culturale, ed è in onda sui migliori canali tv d’Italia. Quindi, non avete scuse.











