La Legge di Lidia Poët, Ultima Stagione tra Nostalgia e Rimpianti. Ci siamo detti più di una volta che Matilda De Angelis non si giudica ma si Ama, punto e basta, perché al momento, è l’Attrice Italiana migliore che ci sia, senza alcun dubbio.
Tutto ciò che tocca diventa oro e nel caso della Serie TV di Netflix “La Legge di Lidia Poët” non è stato poi così difficile ottenere il grandissimo successo che è arrivato come naturale conseguenza di molteplici fattori.
La Legge di Lidia Poët, cosa ci Insegna

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Una Storia Italiana Vera, Autentica, in parte romanzata ma molto simile all’originale, una Storia di Femminismo, quando ancora questa parola non esisteva, pura Resilienza, Riscatto Sociale e un punto di partenza per una Rivoluzione che da lì in poi, sarebbe stata inevitabile.
Lidia Poët è stata qualcosa di straordinario per un’Italia d’altri tempi che proprio non voleva accettare una Donna nelle stanze del Potere e della Giustizia, con il suo coraggio, si sono aperte le prime crepe in un sistema che doveva evolversi e in parte, lo ha fatto grazie a Lei.
Basterebbe questo per attirare l’attenzione dello spettatore su Netflix ma questa Serie TV non è solo storia, è stata, in queste sue tre stagioni molto di più.
Tra Storia, Giallo e Amore
Un Thriller all’Italiana fatto bene, un Giallo un po’ retrò, a volte fin troppo semplice ma nel complesso interessante, molto più di qualsiasi altra produzione di casa nostra.
Spesso le Serie Italiane non riescono a reggere il confronto con il colossi americani, al più possono stare al passo con quelle Turche o Sud Americane ma in questo caso gli autori sono riusciti a superare quel confine, pur restando molto attaccati alla nostra Territorialità, alla Storia di Torino e dunque dell’intero paese.
In “La Legge di Lidia Poët” Matilda De Angelis è stata magistrale, impeccabile, magnetica. Nei panni dell’Avvocato, in quelli della Detective e anche nel ruolo di Donna divisa tra due Amori, facce differenti della stessa Lidia ma tutte interpretate alla perfezione, quasi senza sbavature.
Interpreti di Alto Profilo
Anche gli altri protagonisti a dire il vero se la sono cavata egregiamente a partire da Eduardo Scarpetta che ci ha fatto vedere cos’era il giornalismo prima di finire nel decadimento umano e professionale attuale.
Quando ancora si indagava, si cercava la notizia, si utilizzava il mezzo dell’informazione per parlare, discutere, aiutare le persone a meglio comprendere la Società.
Tempi lontanissimi a quanto pare che viviamo con un po’ di nostalgia ma che come Redazione proviamo a tenere in Vita grazie al nostro modo di fare giornalismo indipendente e senza etichette perché la libertà è sacra, oggi come allora.
Il Nostro Voto

Insomma, come avrete capito abbiamo adorato “La Legge di Lidia Poët” fin dal principio e ad oggi stagione il nostro amore è cresciuto sempre di più anche se l’ultima, è stata un po’ più lenta rispetto alle altre due, quasi come se non volessimo lasciare andare via questo progetto che in ogni caso resterà tra i migliori di quest’epoca.
Mentre scriviamo c’è infatti nell’aria una sorta di nostalgia, perché sappiamo che Lidia molto probabilmente non tornerà, questa magnifica esperienza termina qui con quel balzo in avanti di quasi 50 anni, quando tutte le sue fatiche e suoi sacrifici furono premiati con quell’investitura ufficiale tanto agognata.
Questa Serie TV ci insegna che non serve l’iscrizione ad un albo per potersi ritenere parte di una professione, non occorre pagare una tessera per essere bravi in un mestiere.
Per fare grandi cose, servono impegno e passione, carattere, voglia di mettersi in gioco, capacità, coraggio, studio. Tutte cose che una semplice tessera non può certo garantire.
Lo sapeva bene Lidia e lo sappiamo bene anche noi che ogni giorno proviamo a fare una piccola rivoluzione contemporanea perché anche se sono passati ormai più di 100 anni, non tutte le cose sono cambiate e il merito, non è ancora una priorità.